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domenica 24 agosto 2008

Agricola

Oggi decisamente poco comune, Agricola era un tipico cognomen latino e significa semplicemente coltivatore.
Lo portava, tra gli altri, Gneo Giulio Agricola (sec. I), generale romano e governatore della Britannia, protagonista di un'appassionata biografia che di lui scrisse il genero, lo storico Publio Cornelio Tacito.
L'onomastico ricorre il 4 novembre in onore di sant'Agricola martire a Bologna sotto Diocleziano insieme a san Vitale, suo schiavo.

domenica 29 giugno 2008

Carlo/a, Carlotta, Carolina, Charles

Il nome Carlo è tratto dal vocabolo germanico karla, che inizialmente indicava un uomo di condizione libera e successivamente, passando alla lingua franca, assunse il significato di uomo, maschio.
Alla corte dei Franchi, cominciò ad essere utilizzato come titolo onorifico per i Maestri di palazzo, finché non venne imposto come nome di battesimo al futuro Carlo Martello (sec. VIII), che ereditò il ruolo di Maggiordomo dal padre Pipino di Héristal, alla corte merovingia: il soprannome di Martello (=piccolo Marte) gli fu attribuito dopo che sconfisse i musulmani andalusi nella famosa battaglia di Poitiers (732), bloccando definitivamente l'avanzata islamica dalla Spagna al resto dell'Europa. Pur non diventando mai Re, il Maggiordomo Carlo Martello divenne più potente dei diversi sovrani franchi, e diede inizio alla dinastia carolingia.
Nipote di Carlo Martello fu Carlo Magno, che la notte di Natale dell'800 venne incoronato a Roma da papa Leone III come primo Imperatore del Sacro Romano Impero.
Dopo di lui, numerosissimi sovrani vennero battezzati Carlo: tra i suoi eredi, vi furono ben altri sei Imperatori e nove Re di Francia, dei quali l'ultimo fu Carlo X di Borbone (1757-1836), fratello e successore di Luigi XVI (il Re ghigliottinato durante la Rivoluzione francese) e di Luigi XVIII (che riottenne lo scettro alla caduta di Napoleone).
Il nome Carlo divenne inoltre tradizionale nei Regni di Napoli, di Spagna, d'Ungheria, di Navarra e perfino nel Regno di Svezia, che vanta addirittura sedici sovrani con questo nome, l'ultimo dei quali è Carlo XVI Gustavo, attualmente sul trono. Anche due sovrani inglesi, entrambi della dinastia Stuart, lo portarono, così come l'attuale erede al trono, il Principe Carlo del Galles.
Impossibile anche solo elencare tutti i Carlo celebri, anche perché il nome è stato adottato ed adattato in numerose lingue: dall'originale tedesco Karl [vedi, ad esempio, Karl Marx (1818-1883), filosofo ed economista, padre del comunismo], si sono formati il polacco Karol [Karol Wojtila, nome secolare di papa Giovanni Paolo II (1920-2005)], lo spagnolo Carlos [il musicista messicano Carlos Santana], il francese ed inglese Charles [Charles Darwin (1802-1882), padre della teoria dell'evoluzione della specie; lo scrittore Charles Dickens (1812-1870), l'autore di Le avventure di Oliver Twist e David Copperfield; il poeta francese Charles Baudelaire (1821-1867)]. Chuck e Charlie vengono utilizzati in inglese come diminutivi di Charles.
Tra gli italiani, da ricordare almeno almeno il drammaturgo veneziano Carlo Goldoni (La bottega del caffè, La locandiera, Le baruffe chiozzotte), lo scrittore Carlo Collodi (Le avventure di Pinocchio), i registi Carlo Vanzina (Vacanze di Natale, Sotto il vestito niente) e Carlo Verdone (Bianco, rosso e Verdone, Viaggi di nozze).
Il nome Carlo ha dato vita a diverse forme femminili: oltre al classico Carla, di moda sono diventati Carlotta, Carola e Carolina.
Tra le Carla, si citano la ballerina classica Carla Fracci e l'ex topmodel Carla Bruni [nell'immagine], divenuta poi cantante ed in seguito first lady francese, avendo sposato il Presidente in carica Nicolas Sarkozy.
Carolina e Carlotta sono stati nomi principeschi: si pensi a Carolina Bonaparte Murat, sorella di Napoleone e regina di Napoli; Carlotta del Belgio (1840-1927), l'infelice imperatrice del Messico; la glamourissima Carolina di Monaco, figlia del Principe Ranieri e di Grace Kelly.
Ed ancora Carolina Kostner, campionessa europea di pattinaggio su ghiaccio, e la giovane attrice Carolina Crescentini.
In inglese, Carla suona Carol [Carol Alt, topmodel ed attrice americana] oppure Carlie, Cheryl e Sheryl, mentre in francese diventa Carole [Carole Bouquet, attrice francese]; Carolina diventa Caroline in francese ed in inglese, che utilizza anche le forme Carolyn, Charlene e Sherilyn; Carlotta si trasforma in Charlotte, con il diminutivo tedesco Lottie e gli inglesi Charlie, Cherie, Sheree [Sheree J. Wilson, attrice nel serial tv Dallas] e Sherry (questi ultimi godono di una certa diffusione grazie all'assonanza con la voce francese cherie=amata, diletta).
Per Carlo, l'onomastico viene solitamente festeggiato il 4 novembre, in ricordo di san Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano nel Cinquecento. Spesso il 4 novembre si festeggiano anche le forme al femminile, anche se il 17 agosto viene commemorata la beata Carolina Gerhardinger, religiosa tedesca fondatrice delle Suore Scolastiche.

mercoledì 16 aprile 2008

Enrico/a, Amerigo, Arrigo

L'antico nome germanico Haimrich è padre di una lunga lista di nomi diffusisi un po' in tutta Italia: a cominciare dal più comune Enrico/a, si possono snocciolare i vari Errico, Arrigo con il diminutivo Ghino, Amerigo ed Emerico, che hanno pertanto tutti il medesimo significato; Haimrich nasce infatti dal connubio dei vocaboli haimi (=casa, patria) e rikja (=signore, ricco oppure potente) e può pertanto tradursi come padrone di casa oppure potente in patria.
Nel tedesco moderno, Haimrich è divenuto Heinrich con il diminutivo Heinz, mentre in inglese suona Henry oppure Harry, in francese Henri, in spagnolo Enrique ed in ungherese Imre.
Enrico è stato un nome particolarmente fortunato tra re ed imperatori, a cominciare da Enrico I di Sassonia (sec. IX-X), noto come Enrico "l'Uccellatore", incoronato come Re dei Franchi dell'Est e considerato come il primo sovrano tedesco ed il fondatore del Sacro Romano Impero Germanico; gli seguirono altri sei Imperatori con lo stesso nome, tra cui vale ricordare: Enrico II "il Santo" (sec. X-XI), canonizzato in quanto sovrano devoto e ligio ai propri doveri morali, contrariamente ad Enrico IV (sec. XI), che invece passò alla storia per la lotta per le investiture dei vescovi ed il contrasto con papa Gregorio VII che condussero l'imperatore, scomunicato e dichiarato decaduto, a recarsi in penitenza a Canossa per ottenere la riconciliazione con il pontefice. L'ultimo della serie fu Enrico VII di Lussemburgo (sec. XIII-XIV), citato nella Commedia dal guelfo Dante come l'"alto Arrigo" che avrebbe dovuto riportare l'Italia sotto il controllo imperiale, liberandola dal giogo del potere temporale della Chiesa.
Portarono lo stesso nome, nelle diverse declinazioni, quattro Re di Castiglia, quattro di Francia ed otto d'Inghilterra. Da ricordare, in mezzo ai tanti: Enrico VIII Tudor (sec. XVI), Re d'Inghilterra e d'Irlanda [nell'immagine, interpretato da Jonathan Rhys-Meyers, insieme ad Anna Bolena/Natalie Dormer, nella serie televisiva The Tudors], padre di Elisabetta I, fondatore dell'Anglicanesimo (la riforma del cattolicesimo inglese) e ricordato per i sei matrimoni (due dei quali si conclusero con un divorzio, altri due con la decapitazione della regina consorte); ed Enrico IV di Francia (sec. XVI-XVII), che portò la dinastia dei Borbone sul trono francese e viene ricordato per la battuta "Parigi val bene una messa", in quanto abiurò il calvinismo e si convertì al cattolicesimo per meglio governare.
Celeberrimo è tutt'oggi il navigatore fiorentino Amerigo Vespucci (sec. XV-XVI), tra i primi esploratori del continente americano, che da lui prese il nome, giacché fu Vespucci a capire di essere approdato in un Nuovo Mondo e non nelle Indie come credeva Cristoforo Colombo.
Tra i personaggi d'epoca recente o contemporanea, si ricordano: il poeta e compositore Arrigo Boito (1842-1918); il grande tenore Enrico Caruso (1873-1921); il fisico Enrico Fermi (1901-1954), Premio Nobel nel 1938 per gli studi sulle reazioni nucleari e tra i "padri" della bomba atomica; Enrico Berlinguer (1922-1984), segretario del Partito Comunista dal 1972; Henry Kissinger, Segretario di Stato degli Stati Uniti negli anni Settanta e Premio Nobel per la Pace nel 1973 per il suo impegno per la pacificazione del Vietnam; gli attori Enrico Maria Salerno, Enrico Lo Verso ed Enrico Silvestrin; la conduttrice Enrica Bonaccorti; Arrigo Sacchi, commissario tecnico della Nazionale di calcio azzurra viceCampione del Mondo nel 1994; l'attrice America Ferrera, famosa come protagonista della serie tv Ugly Betty.
L'onomastico di Enrico cade il 13 luglio (sant'Enrico II Imperatore, sec. X-XI); Arrigo ed Emerico festeggiano il 4 novembre (sant'Emerico, o Imre, principe d'Ungheria, sec. XI); Amerigo invece celebra l'onomastico il 15 luglio (sant'Amerigo confessore); i femminili infine vengono ricordati il 15 giugno (beata Enrichetta Aymer de la Chevaliere, sec. XIX).

giovedì 16 agosto 2007

Modesto/a

Il significato di questo nome è più che evidente: di derivazione latina, significa modesto, umile, mite; la modestia è da sempre una delle più celebrate virtù: etimologicamente è legata alla voce modus (=misura), cioè è la capacità di essere misurati nelle azioni e nelle parole.
Il 12 gennaio si ricorda san Modesto martire; il 14 febbraio si onora san Modestino martire, patrono di Avellino, mentre il 4 novembre viene celebrata santa Modesta vergine di Treviri.

martedì 21 novembre 2006

Vitale, Vitaliano

Il nome Vitale è collegato alla voce latina vita: significa pieno di vita, vivace, ma non si può escludere che in origine, in epoca romana, venisse utilizzato come soprannome per distinguere un personaggio ancora in vita da un omonimo avo già deceduto, dato che nell'onomastica latina l'omonimia all'interno di una famiglia era piuttosto frequente.
Il nome Vitaliano ne rappresenta il patronimico.
Vitaliano Brancati (1907-1954) è stato un noto sceneggiatore ed autore di romanzi (Don Giovanni in Sicilia, Il bell'Antonio, Paolo il caldo).
L'onomastico di Vitale può essere festeggiato il 4 novembre, in ricordo di san Vitale martire a Bologna con sant'Agricola, di cui era schiavo; quello di Vitaliano il 27 gennaio, in onore di san Vitaliano papa (sec. VII).