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mercoledì 13 agosto 2008

Aradia

Aradia sarebbe il nome di una dea-strega, figlia di Diana e di Lucifero, mandata dalla madre tra i contadini dell'Appennino toscano ad insegnar loro i segreti della stregoneria al fine di emanciparli dalle prepotenze dei signorotti feudali e dalle ingerenze della Chiesa cattolica. Più che della credenza popolare, Aradia sembra però essere il frutto di un'invenzione letteraria, attribuibile ad uno studioso del folclore italiano e dell'esoterismo di fine Ottocento, l'americano C.G. Leland, che, attingendo a leggende della tradizione toscana, avrebbe in seguito fornito liturgie e riferimenti per il neopaganesimo del Novecento ed in particolare alla religione Wicca.
Non è certo da dove sia derivato il nome Aradia: potrebbe infatti trattarsi di una trasformazione del nome Erodiade (una sorta di strega-demone della mitologia ebraica), oppure in alternativa della fusione dei nomi delle dee Hera e Diana, il cui culto, sopravvissuto all'avvento del Cristianesimo, nel Medioevo le avrebbe incoronate regine delle streghe.

Aramis

Il nome Aramis è un omaggio ad uno dei protagonisti della saga de I tre moschettieri di Dumas, René d'Aramis de Vannes, il moschettiere ambizioso, amante delle donne e degli intrighi, il cui principale obiettivo è ottenere l'abito da abate gesuita. Pare che il nome ed il personaggio furono ispirati a Dumas dalla figura storica del moschettiere Henri d'Aramits (sec. XVII; Aramits è una cittadina francese sui Pirenei).

Argante

Argante è un nome di matrice letteraria.
Nel poema epico Gerusalemme liberata del Tasso, Argante è uno dei campioni dell'esercito musulamano, in continuo contrasto con il campione cristiano Tancredi.
Argante è anche l'adattamento italiano del nome del protagonista della commedia Il malato immaginario di Moliere (Argan in francese).

Armida

Questo nome sembra essere un'invenzione di Torquato Tasso, che lo impone ad uno dei principali personaggi femminili della sua Gerusalemme Liberata. Qui Armida è una bellissima maga pagana, inviata dallo zio, Signore di Damasco, sul campo dei Crociati per irretirne il maggior numero possibile; con l'inganno e con la propria bellezza, riesce infatti a condurre via con sé alcuni dei migliori paladini cristiani: li imprigiona in un magico castello e sta per consegnarli al Re musulmano d'Egitto, quando il prode Rinaldo glieli sottrae. Armida giura vendetta e riesce a rinchiudere l'eroe nel suo castello; lui cade addormantato e lei se ne innamora perdutamente. Con la magia, gli fa dimenticare i propri doveri, ed insieme vivo un periodo d'amore totale in un giardino incantato. Rinaldo in seguito viene ricondotto sul campo di battaglia ed Armida, sentendosi ferita nell'orgoglio, nuovamente gli giura vendetta: vorrebbe ucciderlo con il proprio arco, ma non riesce a scoccare le frecce per il troppo amore. Alla fine, i due amanti si ricongiungono, Armida si converte alla fede e Rinaldo le giura amore eterno.
Il nome potrebbe essere connesso ad arma, ed in tal senso potrebbe significare l'armata, la bellicosa.

lunedì 11 agosto 2008

Athos

Il nome Athos riprende quello di un personaggio del ciclo de I tre moschettieri di Dumas: Olivier d'Athos, Conte de la Fère, il più maturo e posato dei moschettieri del Re di Francia, quasi paterno nei confronti del giovane e scapestrato D'Artagnan. Il personaggio è liberamente ispirato alla figura storicamente accertata del moschettiere Armand d'Athos e d'Autevielle (sec. XVII; Athos è un piccolo villaggio ai piedi dei Pirenei, non lontano dal golfo di Guascogna).

martedì 22 luglio 2008

Biancaneve

Biancaneve è un nome d'origine letteraria e dal significato evidente: significa infatti [dalla carnagione] bianca come la neve.
Traduce letteralmente il nome tedesco Schneewittchen, che i fratelli Grimm attribuiscono alla protagonista di una famosa fiaba del folklore tedesco: narra di una bellissima principessina che viene abbandonata in un bosco per ordine della matrigna invidiosa della sua bellezza; Biancaneve [nell'immagine, una scena tratta dall'omonimo film d'animazione della Disney] sopravvive alle insidie del bosco venendo benevolmente accolta nella casa dei sette nani-minatori, finché la matrigna, scopertala ancora viva, si camuffa da anziana contadina e le porge una mela avvelenata; i nani chiudono Biancaneve in una bara di cristallo, credendola morta, finché un principe attraversa il bosco e rimane affascinato dalla intatta bellezza della principessina; mentre la bara viene trasferita al castello del principe, essa cade accidentalmente, cosicché il pezzo di mela esce dalla bocca di Biancaneve che si risveglia e può ricambiare l'amore del principe.
Un'altra fiaba dei fratelli Grimm ha per protagonista un'omonima Biancaneve: si tratta di bimba figlia di una povera vedova, molto affezionata alla sorella Rosarossa; le due sorelle diventano amiche di un orso e salvano più volte un nano irriconoscente da alcune trappole accidentali; alla fine, l'orso uccide il nano e ne spezza l'incantesimo: riprende la forma di principe, riacquista i tesori che il nano gli aveva sottratto e sposa una delle due sorelle, dando l'altra in moglie al fratello.

domenica 13 luglio 2008

Brandimarte

Brandimarte è un personaggio dei poemi cavallereschi del ciclo carolingio: compare nell'Orlando innamorato del Boiardo e nell'Orlando furioso dell'Ariosto nelle vesti di fedele compagno d'armi di Orlando ed innamorato di Fiordalisa.
Il significato del suo nome è tipicamente guerriero: spada di Marte, dio della guerra.

domenica 29 giugno 2008

Cabiria

Il nome Cabiria fu coniato da Gabriele D'Annunzio per la protagonista omonima di uno dei primi kolossal del cinema muto italiano, ambientato ai tempi delle guerre puniche. D'Annunzio s'ispirò probabilmente alle figure mitologiche dei Cabiri, divinità d'origine orientale collegate all'oltretomba, che i Greci adottarono nel proprio pantheon quali discendenti e collaboratori del dio-fabbro Efesto; sembra che il loro nome derivasse dalla voce indoeuropea kabir, che significa grande, potente.
La Cabiria più famosa è un altro personaggio cinematografico, interpretato dall'attrice Giulietta Masina [nell'immagine] nel film di Fellini Le notti di Cabiria, vincitore dell'Oscar come miglior film straniero nel 1958: Cabiria è una giovane ed ingenua prostituta che incontra personaggi cinici e crudeli che ripetutamente le recano delusioni ed umiliazioni, ma nonostante tutto non smette di credere nella bellezza della vita.

mercoledì 25 giugno 2008

Cedric

Il nome Cedric sarebbe stato inventato nell'Ottocento dallo scrittore scozzese Walter Scott per un personaggio del suo romanzo storico Ivanhoe; lo scrittore si è forse ispirato al nome Cerdic, derivato dalla lingua celtica con il significato di amato e portato dal leggendario fondatore del Regno del Wessex e dell'omonima Casa reale.
Cedric Erroll è anche il nome del bambino protagonista del romanzo per ragazzi Il piccolo Lord della scrittrice F.H. Burnett.

sabato 21 giugno 2008

Cirano

Il nome Cirano riprende quello del protagonista omonimo dell'opera teatrale Cyrano de Bergerac del drammaturgo francese Rostand: Cyrano è un abile spadaccino ed al contempo un fine poeta, famoso anche per il lungo naso; a causa della lingua tagliente si procura diversi nemici, ma nel frattempo s'innamora di sua cugina Roxanne; quando Cyrano scopre che la cugina è innamorata ricambiata del giovane e bel cadetto Christian, egli si fa "suggeritore" di quest'ultimo e l'aiuta a corteggiarla; Christian però muore al fronte, Roxanne si ritira in convento e Cyrano troverà il coraggio di dichiararle il proprio amore solo in punto di morte.
La figura del poeta spadaccino è ispirata a quella storica di Hercule Savinien de Cyrano (sec. XVII), libertino e letterato francese antesignano del genere fantascientifico.

mercoledì 18 giugno 2008

Cloris, Clorinda

Nel mito greco Cloris era la ninfa moglie del vento Zefiro, venerata talvolta come dea dei fiori. Il suo nome deriva da chloros e significa la verde oppure anche la pallida.
Dalla stessa radice derivano i nomi Cloridano e Clorinda, di matrice letteraria, entrambi presenti nei poemi cavallereschi: Cloridano nell'Orlando furioso dell'Ariosto è il giovane soldato saraceno che muore per salvare dai nemici il fraterno compagno Medoro; Clorinda nella Gerusalemme liberata del Tasso è invece la guerriera saracena di cui s'innamora il campione cristiano Tancredi.

domenica 15 giugno 2008

Cosetta

Cosetta è un nome d'origine letteraria. Lo porta Cosette, la sfortunata orfanella che l'ex galeotto Jean Valjean assume sotto la propria ala protettrice nel romanzo I miserabili di Victor Hugo.
Hugo potrebbe averlo creato traendo ispirazione da Cosima, da Josette (diminutivo di Josephine), oppure, più verosimilmente dal vocabolo francese chose che ha la medesima origine e significato dell'italiano cosa: pertanto, come in lingua italiana, Cosetta significherebbe piccola cosa, da intendersi come vezzeggiativo, cioè piccolina, ciccina.

lunedì 26 maggio 2008

Desdemona

Il nome Desdemona fu probabilmente coniato dal letterato ferrarese Giovan Battista Giraldi "Cinzio" nel Cinquecento per la protagonista femminile di una sua novella, ripresa successivamente da Shakespeare per la celebre tragedia Otello: il personaggio è quello di Desdemona, la moglie del Moro di Venezia, che la uccide infine per cieca gelosia.
Il nome, tratto dal greco, significa sfortunata, dal destino avverso.

venerdì 16 maggio 2008

Doralice

Il nome Doralice fu probabilmente coniato dal Matteo Maria Boiardo, che lo utilizzò per la prima volta nell'Orlando innamorato per la principessa di Granada di cui s'innamora invano il re moro Rodomonte.
Potrebbe essere stato tratto dal greco, dall'unione delle voci doron (=dono) e lyke (=luce, alba) con il significato di dono dell'alba.

Doriano/a

Sembra che questo nome sia stato coniato da Oscar Wilde a fine Ottocento per il protagonista del suo romanzo Il ritratto di Dorian Gray: si tratta di un giovane di bellissimo aspetto che ottiene, per magia, di non invecchiare, ma che ogni conseguenza fisica dello scorrere del tempo e della sua vita dissoluta si riversi su un suo ritratto.
Wilde potrebbe essersi ispirato ad un precedente nome medievale italiano, tratto da dorato, con il significato di prezioso/a come oro, oppure aver ripreso il nome dell'antica tribù greca dei Dori, con il significato di discendente dei Dori, oppure ancora averlo fatto derivare dai nomi Dora o Teodoro.

sabato 22 marzo 2008

Finn, Fiona, Finniano

Finn è un nome tratto dalla mitologia nordica, menzionato anche nel poema epico Beowulf; il nome riprende una voce della lingua gaelica, variante irlandese del celtico, e significa bianco, brillante.
Il nome Fiona ne rappresenta la più comune variante femminile, anche se quest'ultimo sembra essere stato coniato dal poeta scozzese James Macpherson per un personaggio dei suoi Canti di Ossian; oggigiorno è particolarmente popolare nei paesi di lingua tedesca; in Italia è noto soprattutto per la campionessa di salto in lungo Fiona May, divenuta poi attrice, e per il personaggio della Principessa Fiona, compagna innamorata dell'orco Shrek, protagonista dell'omonima serie di lungometraggi animati.
Il nome Finniano è collegato a Finn: ne condivide in parte il significato, seppure può essere accostato a quello di un fiume irlandese, con il significato di che proviene dalle rive del Finn.
L'onomastico di tutti questi nomi può essere perciò festeggiato il 12 dicembre in ricordo di san Finniano di Clonard, monaco irlandese del sec. V, considerato il maestro di molti dei più noti santi originari dell'isola.

Fioravante

Il nome Fioravante è la versione italiana del nome Floovent, utilizzata dallo scrittore medievale Andrea da Barberino per tradurre le gesta di un cavaliere francese, Floovent o Fioravante appunto, figlio dei reali di Francia; il successo del romanzo I reali di Francia avrebbe dato avvio, insieme alla diffusione del nome, alla ripresa rinascimentale delle chanson de geste francesi che avrebbe poi visti protagonisti Boiardo, Ariosto e Tasso.
Non è certo il significato dell'originale Floovent: potrebbe essere una variante di Florent (Fiorenzo), ma l'ipotesi più accreditata lo vuole patronimico di Hlodovig (Clodoveo), che dalla forma originale Hlodoving si sarebbe via via trasformato per ragioni fonetiche e di pronuncia.

mercoledì 30 gennaio 2008

Haydée

Questo nome femminile è forse stato coniato da Lord Byron per un personaggio del suo poema Don Giovanni; il poeta inglese potrebbe essersi ispirato alla voce greca aiodoios, che significa umile, pudica.

domenica 25 novembre 2007

Jessica

Fu William Shakespeare a coniare il nome Jessica, ne Il mercante di Venezia, per la figlia del crudele usuraio ebreo Shylock, coinvolta in una romantica relazione con il giovane cristiano Lorenzo. Per creare questo nome, probabilmente Shakespeare prese a modello l'ebraico Iskah, che compare nella Bibbia come nome di una parente di Abramo e tradotto in italiano come Iesca. Iskah è forse legato al verbo sakah (=guardare); Jessica pertanto potrebbe significare guardata da Dio.
Jessica è diventato un nome di moda a partire dagli anni Ottanta: diverse giovani attrici americane lo portano. Tra esse, ricordo Jessica Alba (Sin City, I Fantastici Quattro), Jessica Biel (la serie tv Settimo cielo, The Illusionist) e Jessica Simpson (Hazzard). Ma su tutte si distingue la più matura Jessica Lange [nell'immagine], due volte vincitrice dell'Oscar, nel 1983 per Tootsie e nel 1995 per Blue Sky.

martedì 25 settembre 2007

Lesbia

Il nome Lesbia, oggigiorno rarissimo, nasce dall'amore per le liriche del poeta latino Catullo, che chiamò con questo pseudonimo la donna di cui era invaghito e cui dedicò diversi carmi: la Lesbia letteraria viene oggi identificata, senza certezza, con la matrona Clodia, moglie del proconsole Metello.
Catullo scelse il nome Lesbia, che significa semplicemente originaria di Lesbo, in onore dell'isola greca di fronte alle coste turche, che nell'antichità era un fervido centro culturale, che aveva dato i natali anche alla poetessa Saffo.