domenica 13 maggio 2007

Prometeo

L'etimologia del nome Prometeo è piuttosto semplice: si compone del verbo medomai (=pensare) preceduto dal prefisso pro- (=davanti, prima), con il significato di colui che pensa prima, previdente.
I miti narrano che Prometeo fosse un Titano (una divinità di antica stirpe), cugino del più potente Zeus, il re degli déi che gli era piuttosto ostile; alcuni miti gli attribuiscono il merito di aver plasmato il primo uomo, ma l'episodio ed il merito che gli vengono principalmente attribuiti sono il furto del fuoco dal Sole per farne dono agli uomini, che, proprio grazie al fuoco, poterono dare inizio alla civiltà. Prometeo sconsigliò anche il fratello Epimeteo dall'accettare il subdolo dono di Zeus, ovvero Pandora, la prima donna, forgiata dal dio-fabbro Efesto, ma Prometeo restò inascoltato e Pandora portò con sé in dote una vaso colmo di tutti i mali (follia, malattia, morte... e sul fondo l'unico sollievo: la speranza). Adirato con Prometeo che si ostinava a proteggere gli uomini dalla sua collera, Zeus ordinò che egli fosse legato ad una roccia su una montagna, con la tortura di un'aquila che ogni giorno si scagliava su di lui e gli divorava le viscere, che poi la notte gli ricrescevano; fu Eracle a liberare infine Prometeo, ma solo dopo molti secoli.

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