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giovedì 22 maggio 2008

Dioniso, Dionigi, Denise

Diòniso era una divinità greca, ricordato spesso come il dio della vite e dell'ebrezza, ma in realtà incarnazione dell'energia naturale che porta i frutti a maturazione [nell'immagine, in un dipinto del Caravaggio]. Secondo il mito più accreditato, il dio era figlio di Zeus e della principessa tebana Semele, figlia della dea Armonia; Semele, già incinta del figlio di Zeus che l'aveva amata sotto spoglie umane, pretese che il dio le si presentasse nella sua divina regalità e morì incenerita da tanto splendore; ma Zeus raccolse il feto e se lo impiantò in una coscia fino al compimento del nono mese. Nacque Diòniso, che crescendo nel corpo di Zeus, assunse la divinità di Zagreo, il figlio prediletto che il dio aveva avuto da Persefone e che venne ucciso e smembrato dai Titani per ordine di Hera, che temeva che Zeus volesse farne l'erede del suo regno su uomini e dèi; di Zagreo Zeus riuscì a salvare solo il cuore, che inghiottì e fece rivivere appunto in Diòniso. Prima di poter accedere all'Olimpo, tuttavia, Diòniso dovette peregrinare e dare prova della propria divinità (come sarebbe accaduto ad Eracle con le dodici fatiche) e, approdato sull'isola di Nasso, vi trovò Arianna, abbandonata da Teseo, che fece propria sposa.
Il nome Diòniso viene spesso ricondotto a Diòs (=appartenente a Zeus) ed al termine tracio ny (=nato, figlio), con il significato di figlio di Zeus; talvolta viene invece tradotto come nato due volte, anche in relazione alla duplice gestazione del dio.
Da Dioniso deriva Dionisio/a, da intendersi come consacrato a Diòniso. Dalla forma francese Denis (che al femminile diventa Denise), sarebbero derivate le varianti Dionigi e Denisio/a.
L'onomastico di Dionigi cade il 9 ottobre, in corrispondenza della celebrazione di san Dionigi (Saint Denis, sec. III), discepolo di san Paolo e primo vescovo di Parigi, di cui è il patrono e dove venne martirizzato: secondo la leggenda, venne decapitato, e portò personalmente la propria testa attraverso la città consegnandola ad una nobile romana sul luogo dove sarebbe sorta la cattedrale di Saint-Denis. È anche patrono di Crotone.
San Dionisio papa (sec. III) è ricordato invece il 26 dicembre; viene ricordato, oltre che per essere stato il primo papa a non subire il martirio (a differenza dei ventiquattro suoi predecessori), anche per il suo confronto dottrinale sulla Trinità con l'omonimo san Dionisio d'Alessandria (festa: 17 novembre) con cui ebbe un fitto scambio epistolare.
Per Denise e le varianti femminili, l'onomastico può essere festeggiato il 15 maggio, in onore di santa Dionisia martire del sec. III.

venerdì 18 aprile 2008

Elisabetta, Isabella, Elisa, Elsa, Lisa

Elisabetta corrisponde al nome ebraico Elisheba: la maggior parte delle fonti concorda nel farlo derivare da El (=Dio) e da sheba (=il numero sette, ovvero la perfezione) con il significato di il mio Dio è perfezione; secondo altra ipotesi, deriverebbe invece da El e shabat (=sabato, ovvero il giorno del riposo) e significherebbe il mio Dio è riposo.
Il primo personaggio a portarlo nella Bibbia è la moglie di Aronne, ma l'Elisabetta più celebre è la madre di Giovanni Battista: sposa del sacerdote Zaccaria, in età molto avanzata riesce finalmente a dargli un figlio; durante la gravidanza, riceve la visita della cugina Maria, cui l'Arcangelo Gabriele ha appena dato l'annuncio della maternità, ed immediatamente Elisabetta riconosce in lei la madre del Salvatore: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo" (dal Vangelo di Luca, questa frase venne a far parte dell'Ave Maria). Sant'Elisabetta viene ricordata il 23 settembre, giorno in cui tradizionalmente le Elisabetta festeggiano il loro onomastico.
Tuttavia diverse sante hanno portato questo nome, prima fra le altre sant'Elisabetta d'Ungheria (sec. XIII; festa: 17 novembre), figlia del Re Andrea II d'Ungheria, che divenuta vedova entrò nell'Ordine Terziario francescano.
Anche molte regine hanno portato questo nome, a cominciare da due sovrane inglesi: Elisabetta I Tudor (sec. XVI) [nell'immagine, interpretata da Cate Blanchett in Elizabeth - The Golden Age], durante il cui regno (segnato da forti tensioni religiose, per lo scontro tra la Chiesa Anglicana e quella Cattolica, e da numerosi intrighi di palazzo, tra cui quello che coinvolse sua cugina Maria Stuarda, Regina di Scozia, da lei mandata a morte) l'Inghilterra gettò le basi per la sua futura potenza commerciale e per la colonizzazione dell'America, mentre al contempo vi fiorivano la letteratura e l'arte (l'epoca elisabettiana vide l'affermazione di Shakespeare, Marlowe, Spenser, Bacon ed altri ancora); ed Elisabetta II Windsor, l'attuale sovrana del Regno Unito, sul trono dal 1952.
Da ricordare ancora: Elisabetta Farnese (sec. XVIII), erede del Ducato di Parma e Piacenza, che avrebbe portato in dote ai Borboni: sposò infatti Re Filippo V di Spagna, e suo figlio Carlo III, anche grazie ai suoi intrighi politici, prima di succedere al trono spagnolo, fu Duca di Parma e poi Re di Napoli e Sicilia; l'Imperatrice Elisabetta di Russia (sec. XVIII); Elisabetta di Wittelsbach (1837-1898), ricordata come l'Imperatrice Sissi, Imperatrice d'Austria e Regina d'Ungheria accanto a Francesco Giuseppe d'Asburgo-Lorena, immortalata negli anni Cinquanta nella trilogia di Sissi dov'era interpretata da Romy Schneider.
Il nome Elisabetta si è dunque diffuso in tutta Europa, dando vita a numerose varianti e diversi diminutivi. Con l'inglese Elizabeth, con i vari diminutivi Lilibeth, Beth, Betsie, Liz e Lizzie, vanno ricordati il tedesco Elsbeth con il diminutivo Else (da cui è derivato l'italiano Elsa) e lo spagnolo Isabel (da cui s'è diffusa la variante italiana Isabella). Anche Betta, Elisa e Lisa vanno citati come diffusissimi diminutivi.
All'elenco dei personaggi celebri, aggiungo: la Regina Isabella I di Castiglia (sec. XV), chiamata "la Cattolica", grande patrociniatrice della spedizione di Cristoforo Colombo; Maria Anna "Elisa" Bonaparte, sorella di Napoleone, che le "regalò" il Principato di Lucca e poi il Ducato di Toscana; la diva Elizabeth Taylor, "Liz" dagli occhi viola (premio Oscar nel 1961 per Venere in visone e nel 1967 per Chi ha paura di Virginia Woolf?); la cantante ed attrice Liza Minnelli (Oscar nel 1973 per Cabaret); l'attrice e modella Isabella Rossellini (Velluto blu, Cuore selvaggio); la scrittrice cilena Isabel Allende (La casa degli spiriti, Paula, La città delle bestie); l'attrice Elisabeth Shue (Karate Kid, Via da Las Vegas, Il Santo); l'attrice Isabella Ferrari (Saturno contro, Caos calmo, Un giorno perfetto); la conduttrice tv Elisabetta Ferracini; la cantante Elisa (vincitrice a Sanremo nel 2001 con Luce - Tramonti a nord est); la showgirl Elisabetta Canalis; la scrittrice Isabella Santacroce; infine il personaggio fittizio di Elisa di Rivombrosa, protagonista dell'omonima serie televisiva, grande successo di pubblico nel 2004.
Le Isabella possono festeggiare un onomastico a sé il 22 febbraio, in onore della beata Isabella di Francia (sec. XIII), sorella di san Luigi IX, che rinunciò a nozze e privilegi regali per diventare clarissa. Le Elsa festeggiano invece il 4 gennaio con sant'Elsa Bailey Seton (sec. XIX), prima santa americana.

mercoledì 19 dicembre 2007

Ilde, Elda

Ilde, Ilda ed Elda sono tre varianti delle stesso nome tedesco Hilda, che trae origine dal vocabolo hildjo che significa battaglia, combattimento. Possono essere utilizzati anche come diminutivi di altri nomi d'origine germanica, come Clotilde, Matilde o Ildegarda.
L'onomastico può essere festeggiato il 17 novembre, in ricordo di sant'Elda badessa del sec. VII.